Il comma 9 dell'articolo 2 prevede che gli attuali organi collegiali restino in carica fino alla formazione dei nuovi, secondo gli statuti modificati in conformità alla nuova legge. È probabile che i rettori provino a utilizzare questa mossa per non convocare le molte elezioni dei rappresentanti degli studenti previste per questa primavera. I rettori, si sa, non amano le elezioni, ed avrebbero una gran voglia di affrontare la battaglia sull'applicazione della riforma con rappresentanti degli studenti a fine mandato (e quindi decimati da lauree, trasferimenti, erasmus, ecc.) e organi collegiali potenzialmente semivuoti.
Si tratterebbe, a nostro parere, di un atto assolutamente illegittimo. Il comma 9, infatti, prevede che sia prorogato il mandato degli organi (senato, cda, consigli di facoltà), cioè che sia rimandata l'elezione dell'organo nel suo complesso. Ma le rappresentanze studentesche hanno tempi, scadenze e mandati diverse da quelle dell'organo del suo complesso. I rappresentanti degli studenti entrano in senati, cda e cdf già esistenti, hanno diversi meccanismi di elezioni e una diversa base elettorale. Non c'è ragione, quindi, di ritenere che il comma 9 si applichi anche a loro.
Ma come, diranno i rettori, volete votare in primavera rappresentanti degli studenti che decadrebbero subito dopo, con la modifica degli statuti? Ha senso, ci chiederanno, votare ora per poi dover rivotare tra pochi mesi?
La risposta è sì, perché non è affatto vero che i rappresentanti degli studenti eletti in primavera dovrebbero essere sostituiti poche settimane dopo. Infatti, come abbiamo visto, il limite massimo per l'approvazione dello statuto è il 29 ottobre. Successivamente, secondo il comma 7 dell'articolo 2, dev'essere trasmesso al Ministero, il quale ha 120 giorni per effettuare il controllo di legittimità e di merito. Se ci fossero problemi, si aprirebbe una battaglia di ricorsi amministrativi, ma se anche tutto dovesse andar bene, bisognerebbe aspettare la pubblicazione degli statuti in Gazzetta Ufficiale, dopo la quale, recita il comma 8, gli atenei hanno altri 30 giorni per avviare le procedure per la costituzione dei nuovi organi.
Facciamo i conti: siamo al 29 ottobre 2011, mettiamo che lo statuto venga mandato a Roma già il giorno dopo; il ministero ha tempo fino al 27 febbraio 2012 per esaminarlo. Mettiamo che vada tutto bene, e che sia pubblicato in gazzetta ufficiale subito: le elezioni dei nuovi organi non sarebbero convocate prima di metà marzo, e non sarebbero quindi celebrate prima di metà maggio 2012.
Non votare in questa primavera, quindi, significa realisticamente rimandare le elezioni studentesche di almeno un anno, fatto assolutamente inaccettabile dal punto di vista della regolarità democratica. Lavoriamo quindi perché le elezioni siano regolarmente convocate: i rappresentanti che ne usciranno avranno davanti a sé un anno di mandato. Votare ora, inoltre, significa dare agli studenti la possibilità di eleggere direttamente i propri rappresentanti nella commissione che modificherà lo statuto, aggiungendo semplicemente una scheda a quelle per l'elezione di senato, cda, cdf, ecc.
Nessun commento:
Posta un commento