A Padova la commissione che riscriverà lo statuto sarà composta dal rettore, Giuseppe Zaccaria, che ha provveduto a nominare in CdA e in Senato Accademico i 12 componenti senza ascoltare la richiesta dei ricercatori, degli studenti e del personale tecnico-amministrativo, che chiedevanoelezioni democratiche. Il rettore ha invece nominato nella supercommissione tutti i suoi fedelissimi, tra i quali l'ex magnifico Vincenzo Milanesi, di cui Zaccaria è il braccio destro, o la dirigente super pagata Emanuela Ometto che non è certo una rappresentante degli interessi reali dei dipendenti.
27 feb 2011
Federazione Campana: il modello Gelmini-Caldoro
A dispetto della grande mobilitazione animata da studenti, ricercatori, dottorandi e una parte dei professori associati, i sette rettori delle università campane insieme al Ministro Gelmini e al Presidente della Regione Campania Caldoro hanno sottoscritto in questi giorni un accordo di programma al fine di costituire la federazione degli atenei campani.
statuto: news da Bari
Aggiornamenti sulla riscrittura dello statuto nei due atenei baresi a cura di LINK Bari
Università degli Studi di Bari
Forse rappresenta un caso sui generis in Italia. L'Università di Bari si è presa una pausa di riflessione di un mese per avviare una fase di consultazione di tutte le componenti circa la composizione della commissione.
statuto: news da Tor Vergata
Si è costituito un comitato misto studenti, ricercatori, docenti per richiedere le elezioni per tutti i membri della commissione per la riscrittura dello statuto.
La commissione è stata nominata e le elezioni sono state concesse dal rettore solo per i ricercatori, gli associati e i tecnici.
23 feb 2011
10 punti per la revisione degli statuti (sottoscritti da LINK, ADI, CPU, Rete 29 Aprile e CoNPAss)
Pubblichiamo 10 proposte, elaborate in maniera condivisa dalle principali organizzazioni di studenti, dottorandi, precari, ricercatori e professori associati, per aiutare il lavoro dei rappresentanti nelle commissioni per la revisione degli statuti d'ateneo. 10 spunti, 10 idee per spiazzare la ministra Gelmini e costruire dal basso un'università pubblica, democratica e di qualità.
- Partecipazione, metodo e principi ispiratori
Tutti gli statuti dovranno essere ispirati al principio della democrazia della rappresentanza e della partecipazione.
Pensiamo che sia inaccettabile qualsiasi forma che limiti la partecipazione di tutte le componenti dell'università alla riscrittura dello statuto, rifiutiamo meccanismi di nomina, cooptazione o altro proposte dai Rettori per eleggere i membri della commissione di modifica dello statuto, inoltre riteniamo che questa commissione abbia un ruolo meramente istruttorio e non decisionale.
15 feb 2011
come scansare le trappole della riforma
un opuscolo con analisi e proposte per affrontare al meglio la battaglia contro l'attuazione della riforma Gelmini. Contro l'autoritarismo della Gelmini, una nuova idea di democrazia
9 feb 2011
STATUTTO in 5 PUNTI - le proposte di LINK sugli statuti
Continua la battaglia contro l'applicazione della Legge Gelmini. Per quanto approvata, l'iter di attuazione ci consente di portare dentro le facoltà e gli atenei una battaglia per sbarrare la strada alla riforma, utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione, senza per questo accettare una logica emendativa della Legge Gelmini che per noi è da respingere in toto.
Non si può, infatti, legittimare alcun articolo di una legge che distrugge l'università pubblica e la svuota delle sue funzioni di didattica e ricerca, l'obiettivo delle nostra battaglia resta quello della cancellazione e della non applicazione dei principi contenuti nella legge.
Negli atenei si apre oggi una battaglia in difesa degli studenti e della democraticità in ateneo legata
alla modifica degli statuti delle università, che dovranno essere modificati entro 6 mesi, più 3 di proroga a partire dalla pubblicazione della legge sulla gazzetta ufficiale.
Come studenti che si sono mobilitati nel corso di tutto l'autunno non vogliamo chiuderci in
una battaglia di retroguardia o solo difensiva dell'esistente ma aprire in tutti gli atenei una fase
di conflitto che permetta di ottenere un espansione dei diritti degli studenti, dei precari e dei
ricercatori..
E' necessario da subito condurre con forza una battaglia radicale, e intensa, con i ricercatori, i precari, i dottorandi e tutti gli studenti, nelle piazze e nelle commissioni, per affermare alcuni prìncipi fondamentali:
Non si può, infatti, legittimare alcun articolo di una legge che distrugge l'università pubblica e la svuota delle sue funzioni di didattica e ricerca, l'obiettivo delle nostra battaglia resta quello della cancellazione e della non applicazione dei principi contenuti nella legge.
Negli atenei si apre oggi una battaglia in difesa degli studenti e della democraticità in ateneo legata
alla modifica degli statuti delle università, che dovranno essere modificati entro 6 mesi, più 3 di proroga a partire dalla pubblicazione della legge sulla gazzetta ufficiale.
Come studenti che si sono mobilitati nel corso di tutto l'autunno non vogliamo chiuderci in
una battaglia di retroguardia o solo difensiva dell'esistente ma aprire in tutti gli atenei una fase
di conflitto che permetta di ottenere un espansione dei diritti degli studenti, dei precari e dei
ricercatori..
E' necessario da subito condurre con forza una battaglia radicale, e intensa, con i ricercatori, i precari, i dottorandi e tutti gli studenti, nelle piazze e nelle commissioni, per affermare alcuni prìncipi fondamentali:
3 feb 2011
Torino: per la democrazia
A Torino Si - Studenti Indipendenti ha lanciato una campagna sulla democrazia, per il voto delle commissioni e delle rappresentanze studentesche.La battaglia contro la Legge Gelmini è inevitabilmente una lotta per la democrazia, per la partecipazione, contro i privilegi e le lobby baronali.
2 feb 2011
Pisa: Petizione per la costituzione della Commissione Statuto dell'Università
L'Assemblea intersindacale dell'Ateneo di Pisa del 1. febbraio 2011 ha approvato un documento in cui si esprime la seguente posizione:
Una commissione deputata a ridefinire lo statuto del nostro ateneo non può e non deve assomigliare a uno dei molteplici comitati tecnici incaricati di dirimere questioni ordinarie. Essa costituisce altresì il perno fondamentale di una fase costituente che mal si accorda con un sistema di nomine dettate dalle istituzioni centrali dell'ateneo. Solo la massima democraticità nell'individuazione dei suoi membri, che preveda la rappresentanza di tutte le componenti incluse quella dei precari della ricerca e la più ampia possibile partecipazione pubblica possono investire la commissione dell'autorità e della legittimazione imprescindibili per approcciarsi a un compito di tale responsabilità.
Una commissione deputata a ridefinire lo statuto del nostro ateneo non può e non deve assomigliare a uno dei molteplici comitati tecnici incaricati di dirimere questioni ordinarie. Essa costituisce altresì il perno fondamentale di una fase costituente che mal si accorda con un sistema di nomine dettate dalle istituzioni centrali dell'ateneo. Solo la massima democraticità nell'individuazione dei suoi membri, che preveda la rappresentanza di tutte le componenti incluse quella dei precari della ricerca e la più ampia possibile partecipazione pubblica possono investire la commissione dell'autorità e della legittimazione imprescindibili per approcciarsi a un compito di tale responsabilità.
Catania - dopo i 12 docenti il Rettore sceglie anche gli studenti.
Dopo le votazioni in Senato Accademico e in Consiglio di Amministrazione dei 12 componenti della Commissione Statuto, oggi, 2 Febbraio 2011, il Rettore dell’Università di Catania Prof. Antonino Recca, mediante decreto rettoriale, ha arbitrariamente ed illegittimamente scelto i due studenti che andranno a comporre la Commissione.
1 feb 2011
da Catania: news sulla commissione statuto
da MOVIMENTO STUDENTESCO CATANIA Era chiaro che la storia della nomina dei componenti dello Statuto, avvenuta in maniera frettolosa da parte del Rettore, avrebbe provocato non poche polemiche.
Andiamo con ordine: il Rettore propone la "sua" lista e chiede l'approvazione dei nomi da parte del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione (i due principali organi). Il modus operandi del Rettore appare, quindi, fin da principio, molto poco democratico: il regolamento stesso d'Ateneo (come specifica lo stesso Step1), secondo alcuni giuristi, vieta una nomina del genere chiedendo che gli organi scelgano da una terna di candidati.
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