Continua la battaglia contro l'applicazione della Legge Gelmini. Per quanto approvata, l'iter di attuazione ci consente di portare dentro le facoltà e gli atenei una battaglia per sbarrare la strada alla riforma, utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione, senza per questo accettare una logica emendativa della Legge Gelmini che per noi è da respingere in toto.
Non si può, infatti, legittimare alcun articolo di una legge che distrugge l'università pubblica e la svuota delle sue funzioni di didattica e ricerca, l'obiettivo delle nostra battaglia resta quello della cancellazione e della non applicazione dei principi contenuti nella legge.
Negli atenei si apre oggi una battaglia in difesa degli studenti e della democraticità in ateneo legata
alla modifica degli statuti delle università, che dovranno essere modificati entro 6 mesi, più 3 di proroga a partire dalla pubblicazione della legge sulla gazzetta ufficiale.
Come studenti che si sono mobilitati nel corso di tutto l'autunno non vogliamo chiuderci in
una battaglia di retroguardia o solo difensiva dell'esistente ma aprire in tutti gli atenei una fase
di conflitto che permetta di ottenere un espansione dei diritti degli studenti, dei precari e dei
ricercatori..
E' necessario da subito condurre con forza una battaglia radicale, e intensa, con i ricercatori, i precari, i dottorandi e tutti gli studenti, nelle piazze e nelle commissioni, per affermare alcuni prìncipi fondamentali: